Floriana Mantovani, fotografa

Floriana Mantovani, fotografa
Floriana Mantovani, fotografa

Che lavoro fai?

Fotografa commerciale.

 

Necessità, vocazione, occasioni: quanto hanno contato nella scelta del tuo lavoro?

Tutte e tre nella stessa misura.
E’ un lavoro e come tutti i lavori ti deve dare la possibilità di pagare le bollette, ma è anche un lavoro che si sceglie e per riuscire a farlo bisogna avere costanza, determinazione, voglia di imparare e sperimentare.
Normalmente le occasioni te le crei ma a volte le cose succedono in modo incontrollato e non puoi far altro che prendere un bel respiro, “seguire l’onda” e dare il massimo di te.

 

Hai avuto un Maestro/a?

No, ho fatto tutto da autodidatta e tante tante prove. Non si finisce mai di imparare.

 

Che strumenti usi per il tuo lavoro?

La testa, la macchina fotografica, il computer e la tavoletta grafica.

 

Com’è lo spazio in cui lavori?

Può variare molto da una piccola stanza ad un grande spazio aperto, dipende da cosa devo fotografare. Se sono fotografie di ritratto dipende da quello che decido insieme al cliente, potrebbe essre lo spazio di uno studio, casa loro o ritratti ambientati in qualche luogo particolare; se sono fotografie di still life, non c’è ombra di dubbio il mio piccolo studio; se invece sono foto per un azienda può capitarmi di tutto, dall’ufficio all’officina alla linea di produzione. In ogni caso ogni luogo racconta una storia che va raccontata.

 

Hai dei discepoli, allievi, assistenti?

Occasionalmente lavoro con degli assistenti prevalentemente però lavoro da sola, dipende dal tipo di commessa assegnatami.

 

Sei indulgente con i tuoi errori?

Per nulla, ci sono foto che non escono neanche dalla scheda di memoria, vengono eliminate senza pietà.

 

Quanto conta il giudizio degli altri nel tuo lavoro?

Moltissimo, come per ogni lavoro che viene commissionato si è soggetti al giudizio ed alle critiche del committente, a volte bisogna trovare un compromesso tra me e il cliente per ottenere il risultato migliore.
Per quanto riguarda i lavori personali il mio comportamento non cambia di molto, anzi, forse peggiora, occhi esterni e distaccati aiutano a vedere le cose sotto altre prospettive ed inevitabilmente ti insegnano cose nuove.

 

In che cosa consiste la creatività nel tuo lavoro?

Saper interpretare nel modo corretto e in modo coerente le esigenze del cliente, gestire la luce e sfruttare gli imprevisti a mio favore per portare a casa la foto.
Non sempre la cosa più stravagante è quella che funziona, in alcuni casi la semplicità con un tocco di emotività portano al risultato migliore.

 

Cosa c’è sulla tua scrivania in questo momento?

Una cartella colori, quaderni vari, una stampante, l’agenda, un anello con brillante gigante (è un fermacarte), tavoletta grafica, due hard disk, due rullini, una conchiglia, una Bell-14 e un dinosauro.

©Maria Cristina Codecasa Conti

 

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{English translation}

 

What do you do?
Commercial photographer.

Need, vocation, occasions: how much they have been important in the choice of your job?
All three in the same measure.
It’s a job and as all kind of jobs it must give you the option of paying the bills, but is also a job that you choose and in order to do that you must have perseverance, determination, desire to learn and experiment.
Normally you create your opportunities but sometimes things happen in an uncontrolled way and you can’t do nothing else that take a deep breath, “follow the wave” and give the best of you.

Did you have a Mentor?
No, I did it all on my own and many many tests. You never stop learning.

Which tools do you use for your job?
The head, the camera, computer and the graphics tablet.

How is the space in which you work?
It can vary a lot from a small room to a large open space, it depends on what I have to photograph. If you have photographs of picture it depends on what I decide together with the customer, it could be a study space, their home or portraits set in any particular place; if you have photographs of still life, there is no doubt my small studio; if you have photos for a company it can happen everything from an office to a factory to a production line. In any case, each site tells a story that must be told.

Do you have disciples, students assistants?
Occasionally I work with assistants, but predominantly I work alone, however it depends on the type of job order.

Are you indulgent with your mistakes?
Not at all, there are photos that do not get out neither from memory card, they are eliminated without mercy.

How important is the judgement of others in your work?
A lot, as for every job that is commissioned you are subject to the judgment and criticism of the customer, sometimes you have to find a compromise between you and the customer to obtain the best result.
Regarding the personal job my behavior doesn’t change a lot, perhaps it worsens, external and detached eyes can help you to see things under other perspectives and inevitably teach you new things.

What is the creativity in your work?
Knowing how to interpret correctly and consistently the client’s needs, handling light and taking advantage of the unexpected on my behalf to bring home the picture.
Not always the most extravagant thing works better, in some cases simplicity with a touch of emotion leads to better results.

What is on your desk right now?
A color chart, several notebooks, a printer, a diary, a giant ring with brilliant (it’s a paperweight), graphics tablet, two hard disks, two rolls of film, a shell, a Bell-14 and a dinosaur.

©Maria Cristina Codecasa Conti

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