Vera Vigevani Jarach, journalist (1928)

“Mi chiamo Vera Vigevani Jarach e ho due storie. Queste due storie fanno di me una militante della memoria”.
Sono queste le bellissime parole con cui inizia “Il rumore della Memoria. Il viaggio di Vera dalla Shoah ai desaparecidos”, documentario in sei episodi scritto e diretto da Marco Bechis su iniziativa del Corriere della Sera.

Vera Vigevani Jarach nasce a Milano nel 1928 da una famiglia ebrea. Nel 1939, dopo la promulgazione delle leggi razziali ad opera del Fascismo, abbandona l’Italia ed emigra con i suoi genitori in Argentina, un paese, come lei ama ricordare, che gli accolse a braccia aperte. Suo nonno Ettore Camerino verrà invece deportato in Germania e morirà nel campo di sterminio di Auschwitz nel 1944.
A Buenos Aires Vera Vigevani Jarach lavora come giornalista all’Ansa, redazione Cultura. Si sposa con Giorgio Jarach ed ha una figlia, Franca. Negli anni Settanta l’Argentina precipita nell’orrore di una dittatura militare: dal 1976 al 1983 le forze armate detengono il potere per mezzo di una giunta autoincaricatasi del Processo di Riorganizzazione Nazionale.
Ogni forma di opposizione viene repressa con metodi atroci. Nel periodo della dittatura scompaiono 30.000 persone di ogni età: i desaparecidos. In questo contesto, il 25 giugno del 1976 la figlia Franca viene sequestrata e rinchiusa alla Esma, la scuola ufficiali della Marina usata come centro di prigionia clandestina. Qui viene torturata ed uccisa: verrà caricata su un «volo della morte», drogata e gettata viva nel Rio de la Plata.
Da quel giorno Vera Vigevani Jarach non saprà più nulla di sua figlia. Desaparecida. Solo dopo vent’anni, grazie alla testimonianza di una donna, arrestata insieme a Franca ma sopravvissuta all’arresto ed alle torture, Vera conoscerà i dettagli della storia di Franca.
Vera Vigevani Jarach non ha una tomba su cui piangere. Come lei dice, la sua tomba è il mare. Come per i trentamila che scomparvero durante il regime militare, dal 1976 al 1983.
Ma Vera Vigevani Jarach non ha voluto solo piangere la memoria di sua figlia: la sua missione è diventata quella di testimoniare e condividere le sue storie affinchè nessuno possa dimenticare. E la memoria di Franca sia costantemente onorata.
Fa parte dell’associazione delle madri di Plaza de Mayo, ha testimoniato ai processi di Roma contro i militari argentini per i crimini contro l’umanità commessi durante il periodo della dittatura. “Non si può essere genitore di qualcuno che non c’è più. Ma io sono ancora una madre, una madre di Plaza de Mayo”.
A chi le chiede “Chi te lo fa fare?” lei risponde “L’impegno della mia vita è conservare la storia, darle una forma collettiva, ma soprattutto proiettarla verso il futuro. E’ questo.”
Io trovo questa donna straordinaria e trovo straordinario e commovente la semplicità e la lucidità con cui ci rende partecipe del suo destino.
Il suo grande insegnamento è quello di non dimenticare, di dare voce a tutti coloro che sono stati brutalmente privati della possibilità di parlare, vivere, ridere, camminare, dissentire. E di non dimenticare le lezioni della Storia.
Le immagini pubblicate sono tratte dal documentario “Il rumore della Memoria. Il viaggio di Vera dalla Shoah ai desaparecidos” di Marco Bechis.
Questo il link per vederlo:
http://www.corriere.it/cultura/speciali/2014/il-rumore-della-memoria/index.shtml?video=01&versione=sd
©Maria Cristina Codecasa Conti

(english translation in the footer)

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With these beautiful words begins the documentary in six episodes “The noise of Memory. The journey of Vera from the Holocaust to the desaparecidos ” written and directed by Marco Bechis on the initiative of Corriere della Sera.
Vera Vigevani Jarach was born in Milan in 1928 by a Jewish family. In 1939, after the promulgation of racial laws by the Fascism, she leaves Italy and emigrated with her parents in Argentina, a country, as she likes to remind, that welcomed her with open arms. Her grandfather Ettore Camerino will instead be deported to Germany and died in the extermination camp of Auschwitz in 1944.
In Buenos Aires Vera Vigevani Jarach worked as a journalist at ANSA, writing about Culture. She married George Jarach and has a daughter, Franca. In the Seventies Argentina falls in the horror of a military dictatorship: from 1976 to 1983 the armed forces hold power through a junta of self-appointed the National Reorganization Process.
Any form of opposition is suppressed with atrocious methods. During the period of the dictatorship disappeared 30,000 people of all ages: the desaparecidos. In this context, on June 25 1976, the daughter Franca is kidnapped and locked to Esma, the official school of the Navy used as a clandestine detention center. Here she is tortured and killed: she will be loaded on a “flight of death”, drugged and thrown alive into the Río de la Plata.
From that day Vera Vigevani Jarach do not know anything about her daughter. Desaparecida. Only after twenty years, thanks to the testimony of a woman, arrested along with Franca but survived the arrest and torture, Vera know the details of the story of her daughter.
Vera Vigevani Jarach not have a tomb to cry on. As she says, her grave is the sea. And this is the same for the thirty thousand who disappeared during the military regime, from 1976 to 1983.
But Vera Vigevani Jarach did not want to just cry the memory of her daughter: her mission is to witness and to share her stories so that no one can forget. And the memory of Franca is consistently honored.
She is part of the Association of Mothers of the Plaza de Mayo, she testified to the processes against the Argentine military for crimes against humanity committed during the dictatorship. “You can not be a parent of someone who is no longer there. But I’m still a mother, a mother of Plaza de Mayo. ”
To those who asked “Who makes you do?” she says: “The commitment of my life is to preserve the History, give it a collective form, but above all projecting it into the future. This is. ”
I find this woman extraordinary and I find extraordinary and touching the simplicity and lucidity with which she makes us share in her fate.
Her great teaching is to not forget, to give voice to all those who have been brutally deprived of the opportunity to speak, live, laugh, walk, disagree. And not to forget the lessons of history.
The published pictures are taken from the documentary “The noise of Memory. The journey of Vera from the Holocaust to the disappeared ” by Marco Bechis.
This is the link to view it:
http://www.corriere.it/cultura/speciali/2014/il-rumore-della-memoria/index.shtml?video=01&versione=sd

©Maria Cristina Codecasa Conti

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