Madeleine Vionnet, fashion designer (1876-1975)

Madeleine Vionnet è una figura femminile importante.
Non solo per il suo ruolo nella storia della moda, per il suo approccio inovativo alla professione di couturier, ma anche e soprattutto per il suo spessore umano e per ciò che rappresenta nella storia del lavoro femminile.
Vionnet è stata una donna che per tutto il corso della sua vita ha lavorato concretamente per la costruzione di una vera emancipazione femminile. Senza clamore, senza proclami, Vionnet ha fatto da donna e per le donne quello che ancora oggi molte di noi (forse la maggioranza) faticano a vedere. Costruì la sua impresa con una attenzione ed un rispetto più unici che rari per le condizioni di lavoro delle sue maestranze (in prevalenza donne) dotando la sua azienda di servizi come una mensa, una infermeria, una nursery e perfino un dentista.
Dopo avere perso un figlio ed avere lasciato il marito, visse costruendo orgogliosamente la  sua indipendenza. Il suo rigore, la sua cultura, il valore dello studio e del lavoro che sono dietro e dentro ogni suo abito restano per noi un esempio da seguire.
Soprattutto in una epoca, la nostra, dominata da effimere certezze, da creativi ed autoreferenziali narcisismi, da ansie di visibilità che male si conciliano con il rigore ed il silenzio che spesso i lavori davvero creativi esigono.
Modellando il tessuto su di un manichino, guarda caso, da artista, Vionnet trattava gli abiti come scultura ed il tessuto, nelle sue mani, rivelava la magia di una materia che si fa architettura per il corpo. Un corpo libero, curioso, armonioso, indipendente, che rifugge la costrizione di lingerie o corsetti che ne inibiscono la fluidità.
E così infatti era o voleva essere la donna per la quale Vionnet pensava e realizzava i suoi abiti: libera.
Al di là del talento, al di là delle circostanze, al di là delle difficoltà o dei privilegi, è nello svolgere quotidiano del nostro lavoro che noi decidiamo che direzione etica, artistica, prendere e su questa scelta definiamo i valori su cui si poggerà. La bellezza si rivela dunque anche un valore morale.
Perchè la questione non è solo fare le cose bene o fare le cose male – ma decidere se le facciamo con il cuore e con appassionata serietà – oppure no.
Questa è la lezione che ho imparato da Vionnet.

©Maria Cristina Codecasa Conti

(english translation in the footer)
001 002 003 004 005 007 008 009 010 011 012 013 014 015Madeleine Vionnet is an important female figure.
Not only because of her role in the fashion history, for her original approach to the profession of couturier, but also for her human substance and what she represents in the history of women’s work.
Vionnet was a woman who, during the course of her life, worked in practice for the construction of a true women’s emancipation. Without clamour, without proclamations, Vionnet has made as a women and for women what even today many of us (perhaps the majority) find difficult to see. She built her business with a unique and rare attention and respect for the working conditions of her workers (mostly women) by providing for her company services like a cafeteria, an infirmary, a nursery and even a dentist.
After losing a child and to have left her husband, she lived building proudly her own independence. Her rigor, her culture, the value of the study and the work that is behind and inside all her wonderful dresses remain for us an example to follow.
Especially in an era, like ours, dominated by ephemeral certainty, by creatives and self related narcissism, by anxieties of visibility that can’t be adapt with the rigor and the silence that often works really creative demands.
By modeling the fabric on a mannequin for artist, Vionnet worked clothes as sculpture and the fabrics, in her hands, showed the magic of a material that becomes architecture for the body. A free, curious, graceful, independent body, who refuses the constriction of lingerie or corsets that inhibit the flow.
And so it was or wanted to be the woman for whom Vionnet thought and realized her clothes: free.
Beyond the talent, beyond circumstances, beyond the difficulties or privileges, it is in carrying out our daily work that we decide our ethical and artistic direction and on this choice we define the values on which it will rest. Beauty is also a moral value.
Because the question is not just doing things right, or doing things wrong, but decide if we want do it with the heart and with passionate seriousness – or not.
This is the lesson I learned from Vionnet.

©Maria Cristina Codecasa Conti

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