Adriana Zarri, Teologa (1919-2010)

(English translation in the footer)

Teologa e saggista, prima donna laica in Italia a scrivere un libro sulla teologia e antropologia della preghiera, ha lottato per difendere la libertà di coscienza e la legge sull’aborto, antifascista, coinvolta nei problemi sociali – questo e molto altro è Adriana Zarri.
Nasce nel 1919 San Lazzaro di Savena, figlia di un mugnaio e della figlia di un capomastro. Negli anni giovanili aderisce ad Azione Cattolica. Come giornalista collabora con diversi giornali tra cui il Manifesto e partecipa a trasmissioni televisive come Samarcanda.
Nel 1975 Adriana Zarri sceglie di andare a vivere in un cascinale di campagna in totale solitudine. Si ritira prima ad Albiano in Piemonte, poi a Fiorano Canavese, e infine a Strambino, in provincia di Torino. In una lettera in cui comunica la sua decisione agli amici scrive: “La mia nuova residenza sarà infatti una vecchia cascina solitaria, dove trascorrere i restanti anni della mia vita nella preghiera e nel silenzio».
Eremitaggio come scelta di vita laica orientata alla vocazione monastica. Vivere da eremita non significa rendersi inavvicinabile o abbandonare ogni contatto con il mondo, non è estasi mistica ma semplicemente espressione del desiderio di vivere in solitudine, “perché nella solitudine si ha il momento privilegiato dell’incontro”. Un incontro con Dio di cui rendono testimonianza numerose opere letterarie e saggistiche. Ma amici e conoscenti sono bene accetti: per un pranzo, per parlare, per pregare insieme. Cura la terra, bada ai suoi animali, cuce i suoi vestiti.
Teologa e donna non convenzionale, difficilmente etichettabile, pone la libertà il centro della sua esistenza e della sua fede. Adriana Zarri non si isola dal mondo ma trova il suo modo di stare nel mondo. Per questa ragione penso che abbia da insegnarci molto.

“Mi alzo alle sei del mattino, poi faccio colazione e recito le lodi. E poi comincia la giornata. Durante il mattino dirigo un poco i lavori di campagna e poi faccio la liturgia nella chiesetta. A mezzogiorno pranzo. Il pomeriggio mi riposo un poco perché vado a letto tardissimo. Poi mi alzo, lavoro, vado a cena alle otto poi mi distendo un poco e verso le dieci riprendo a lavorare, fino alle tre di notte. Ed è il periodo in cui faccio il lavoro più importante, più impegnativo perché durante il giorno tra lavori esterni, tra corrispondenza e articoli la giornata mi passa. E invece i lavori seri li sbrigo di notte.”

“Credo che noi abbiamo un concetto molto intellettualistico della fede. La fede non è necessariamente credere nell’esistenza di Dio, nella divinità di Cristo, nella risurrezione, nei cosiddetti contenuti di fede. La fede è soprattutto un atteggiamento di ascolto, di disponibilità. .”

http://www.voceevangelica.ch/rivista/articolo.cfm?articolo=2917
“Quella dell’eremita è solitudine, non isolamento. E il silenzio contemplativo è denso di parole e di presenze. L’eremita è un uomo tra gli uomini e la solitudine consente un emergere tutto particolare del male del mondo che, in prospettiva, può venire analizzato con maggiore lucidità e combattuto con una contestazione interiore. La preghiera è la contestazione più profonda di questo mondo utilitario in quanto mette in crisi il modello antropoculturale che lo esprime.”

“Come si divena eremiti?E’ una scelta radicale, come quella degli autentici clochard di una volta. Ma a differenza di tutte le asocialità, quella dell’eremita è una forma totalmente impegnata. Un ritiro da tutto per incontrare se stessi e per essere ancor più d’aiuto a questa umanità.”

(di Rodolfo Signifredi | http://nuovieremiti.blogspot.it/2008/07/erba-della-mia-erba-incontro-con.html)

©Maria Cristina Codecasa Conti

adriana-zarri

Theologian and essayist, first woman in Italy to write a book on the theology and anthropology of prayer, determined to defend the freedom of conscience and the law on abortion as a means of defense against clandestine abortion practices, antifascist, involved in social problems, this and much more is Adriana Zarri.
Born in 1919 in San Lazzaro, daughter of a miller and of the daughter of a master builder. In her early years adheres to Azione Cattolica. As a journalist she worked with several newspapers including il Manifesto and participated in television programs such as Samarcanda.
In 1975 Adriana Zarri choose to live in a farmhouse in the countryside in total solitude. She retired first in Albiano, then in Fiorano Canavese and finally in Strambino, in the province of Turin. In a letter to communicate her decision to the friends she wrote: “My new home will in fact be a lonely old farmhouse, where I will spend the remaining years of my life in prayer and silence.”
Hermitage as a laical lifestyle choice, oriented in a monastic vocation. Live as a hermit does not mean become inaccessible or leave any contact with the world, it is not mystical ecstasy but merely an expression of the desire to live in solitude, “because in the solitude you have the time of encounter.” An encounter with God which bear witness to many literary works and essays. But friends and acquaintances are welcome: for lunch, to talk, to pray together. She take care of the earth, looks after her animals, sews her clothes.
Theologian and unconventional woman, she is difficult to label, she puts freedom in the center of her life and her faith. Adriana Zarri has not isolated from the world but she has found her way of being in the world. For this reason I think she has much to teach us.

“I get up at six in the morning, I have breakfast and then recite the praises. And then the day begins. During the morning I run a little work in the countryside and then do the liturgy in the church. A noon lunch. Afternoon I rest a little because I go to bed very late. Then I get up, work, go to dinner at eight then I stretch a little and by ten o’clock resume working until three in the morning. And it is the time when I do the most important work, more challenging because during the day between external works, including correspondence and articles the day I pass. Instead, the real work will hurry at night. ”

“I think we have a very intellectual concept of faith. Faith is not necessarily believe in the existence of God, in the divinity of Christ, the resurrection, the so-called content of faith. Faith is above all an attitude of listening, availability ”

(http://www.voceevangelica.ch/rivista/articolo.cfm?articolo=2917)

“That is the hermit solitude, not isolation. And contemplative silence is full of words and appearances. The hermit is a man among men and loneliness can emerge a very special evil in the world that in the future can be analyzed with greater clarity and fought with a dispute inner. Prayer is the deepest challenge of this world utilitarian and undermines the antropoculturale model that expresses it.”

“How to become a hermit? It’s a radical choice, like the authentic homeless than once. But unlike all the antisocial behaviour, the hermit is a totally committed. A retirement from all over to meet themselves and to be even more helpful to all humanity. ”

(Rodolfo Signifredi | http://nuovieremiti.blogspot.it/2008/07/erba-della-mia-erba-incontro-con.html)

©Maria Cristina Codecasa Conti

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